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movimento pirrese
POLITICA
29 giugno 2009
Strane dichiarazioni dell'assessore Gianni Giagoni riportate sull'unione sarda del 28 giugno 2009: ... Al proposito sono già partiti lavori di un primo lotto funzionale nella zona di via Dolianova, mentre un secondo progetto sta per essere cantierato!


ecco la notizia riportata integralmente:

Dissesto idrogeologico, servono almeno 40 milioni

Fonte: L'Unione Sarda
28 Giugno 2009

A disposizione solo due finanziamenti da 900 mila euro



La Regione ha messo a disposizione 900 mila euro per i primi lavori nella zona del rio Fangario, il Comune altri 900 mila per Pirri. In fase di verifica le emergenze tra via Peschiera e piazza D'Armi.
Più di 40 milioni di euro per mettere in sicurezza le aree a rischio di dissesto idrogeologico. Questo il fabbisogno previsto dal Comune e dall'università, alla quale l'amministrazione si è rivolta per perizie e progetti. Per ora, immediatamente spendibili nelle zone di Pirri e del rio Fangario (senza scordare via Peschiera e piazza D'Armi, all'interno dell'abitato), ci sono appena 1,8 milioni di euro.
RIO FANGARIO In questa zona (la competenza è spartita tra Cagliari e altri paesi dell'area vasta) servono almeno venti milioni. Per ora si potranno spendere gli 892 mila euro messi a disposizione dalla Giunta Cappellacci grazie al programma del ministero dell'Ambiente per la tutela del territorio nazionale dal dissesto idrogeologico. «Ci occuperemo della sistemazione idraulica - racconta l'assessore Gianni Giagoni - le acque del Fangario, a causa di detriti e di erbacce, non defluiscono agevolmente sino allo stagno di Santa Gilla e con le piogge rischiano di causare danni alle vicine attività commerciali e alle abitazioni. Non è una cifra che ci permetta di fare grandi interventi, ma un primo passo».
PIRRI In questo caso, attraverso un progetto informatico predisposto dall'università di Cagliari, si sono individuate le criticità che sono emerse durante l'alluvione del 22 ottobre scorso: «Il sistema ha consentito di simulare il percorso delle acque, evidenziando le zone a rischio - aggiunge Giagoni - ma per eliminare tutte le criticità serviranno non meno di sedici milioni di euro». E invece a disposizione, per ora, ci sono appena 900 mila euro, reperiti all'interno del bilancio comunale. Al proposito sono già partiti lavori di un primo lotto funzionale nella zona di via Dolianova, mentre un secondo progetto sta per essere cantierato.
CENTRO ABITATO Nei mesi scorsi emergenze legate al dissesto idrogeologico sono state registrate anche in via Peschiera, in piazza D'Armi e via Sant'Efisio. Nel primo caso un cedimento del terreno ha provocato una voragine che ha inghiottito un'auto che era parcheggiata: «Evento creato da una perdita nella rete idrica, non rilevata da Abbanoa - ricorda Giagoni - comunque sia, quella zona è tutta da mettere in sicurezza. Nei mesi scorsi la Regione ha incaricato un geologo di individuare le emergenze. Una volta ricevuto il rapporto ci metteremo alla ricerca dei finanziamenti». È certo che serviranno dai 4 ai 5 milioni di euro. ( a. mur. )

28/06/2009

la risposta del Comitato per Pirri:

"Secondo quanto affermato da Giagoni nell'articolo pubblicato domenica 28 giugno 2009 a Pirri in via Dolianova sarebbero già partiti dei lavori di intervento per via del dissesto idrogeologico. Già a marzo ai cittadini era stato annunciato che "entro dieci giorni sarebbero partiti i lavori", ma ad oggi gli abitanti del quartiere non hanno visto nessun operaio al lavoro. Escludendo l'eventualità che esistano degli operai invisibili, il comitato per Pirri si interroga dunque sul reale significato di questa affermazione e si chiede se con ciò si intenda che in un futuro prossimo "non ben precisato" verranno effettuati dei lavori."

 


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diritti
27 giugno 2009
Lettera al Sindaco di Cagliari E. Floris

 

 

 

per conoscenza  Procura Generale della Repubblica

c/o Corte d’Appello di Cagliari

 

 

Oggetto: risposta alle affermazioni della riunione di Consiglio Comunale del giorno 13 Maggio 2009 in merito all’emergenza alluvioni di Cagliari.

 

Nella riunione di Consiglio Comunale del giorno 13 c.m., in cui si è discusso del problema alluvioni a Pirri, abbiamo sentito tante chiacchiere e qualche spunto interessante. Non essendo stato possibile intervenire immediatamente, ci permettiamo di scrivere questa lettera per esprimere il nostro parere di cittadini conoscitori del problema in quanto vissuto direttamente.

 

L’assessore Lorrai ha affermato che l’urbanizzazione del quartiere Baracca Manna è stata una concausa degli allagamenti di Pirri, come lo è stato permettere la costruzione di locali seminterrati.

Sono affermazioni che ci lasciano molto perplessi. Si è dato lustro alla collina senza valutare le conseguenze che questo avrebbe comportato a valle. Sembra la stessa idea di costruire il ponte sullo stretto anche se mancano le strade adeguate per arrivarci.

Chi è il progettista che si è occupato dei lavori di urbanizzazione del quartiere Baracca Manna?

Chi è l’assessore a capo di quel servizio?

Dopo l’ennesimo allagamento subìto dalle abitazioni ai piani terra, si parla ancora del problema dei seminterrati per altro regolarmente costruiti e approvati in base a concessioni edilizie rilasciate dall’amministrazione comunale senza tener conto dei rischi derivati.

 

L’intervento dell’assessore Giagoni è articolato in tre fasi: rimborsi, lavori a medio termine e lavori a lungo termine.

Descrivendo la prima fase (rimborsi), l’assessore ci fa sapere il numero delle domande presentate e la fase attuale dell’iter, concluso per i privati, e ancora in corso, vista la complessità, per le attività produttive. Dice che gli indennizzi sui beni mobili sono di competenza della Regione, il Comune ha fatto solo da passa carte e per il resto occorre attendere il trasferimento dei fondi da parte della Regione.

Avremmo gradito se avesse spiegato perché le pratiche dei beni mobili, prima di fare il passaggio alla Regione, sono state tenute, inutilmente nel cassetto per mesi e perché per il disbrigo delle pratiche sulle attività commerciali, vista la loro complessità, non sia stata istituita molto prima la “task force” che le sta istruendo. Avremmo voluto una tempistica più dettagliata e precisa riguardo all’erogazione degli indennizzi, giacché ci sentiamo dire sempre che sono imminenti ma a tutt’oggi non abbiamo ancora visto nulla.

Per quanto riguarda i lavori a medio termine ci viene detto che: un primo lotto è stato già appaltato il 15 aprile alla ditta Italicos;

Il secondo lotto, il cui progetto per essere realizzato richiede un ingegnere idraulico, riguarda l’impianto di sollevamento di via Berchet.

Dice che l’impianto è di competenza di Abbanoa e crea la criticità di via Dolianova, dove piogge di modesta entità mandano in pressione la fognatura delle acque nere.

Per i lavori a lungo termine l’assessore sostiene che si tratta di un intervento complesso per cui servono 15 milioni di euro per la zona di Pirri e 26 milioni per la zona del Fangario. Dunque va affrontato tenendo in considerazione l’area vasta in cui includere anche i comuni limitrofi a Cagliari.

Su questi interventi illustrati dall’assessore, riteniamo manchi chiarezza e precisione sui tempi di esecuzione per noi molto importanti. Ne ricaviamo queste informazioni.

Nel dettaglio a “medio termine” (quello che interessa noi è il brevissimo termine che possa proteggerci dalle prime piogge dopo l’estate) abbiamo:

- un primo intervento, dato in appalto il 15 di aprile, i cui lavori dovevano essere iniziati a marzo; considerando che si intendesse fine marzo siamo già due mesi e mezzo in ritardo;

Un secondo lavoro di cui si sa dove operare, si hanno i soldi ma non si è individuato un ingegnere idraulico cui affidare il progetto.

 

I lavori del primo lotto già appaltato, come illustratoci dall' impiegato dei servizi tecnici, prevedono la realizzazione di nuove caditoie più larghe che vanno a scaricare nei collettori esistenti e da questi al canale di Terramaini. A seguito dell’incontro avuto in via Amper il giorno 12 c.m., con i consiglieri E. Tocco, E. Businco, G. Cugusi, Aurelio e Antonello Lai, M. Tavolacci, alcuni dipendenti di Abbanoa, lo stesso impiegatodei servizi tecnici e un altro tecnico del Comune di Cagliari, abbiamo avuto modo di appurare che sul canale di Terramaini c’è un po’ di confusione.

E’ parere di alcuni consiglieri presenti (sembra per dati rilevati dagli studi dell’Università) che il pelo libero dell’acqua nel canale salga talmente tanto da essere più alto della quota stradale della via Mara ed ecco perché le fogne non funzionano.

Secondo altri (che hanno preparato il progetto mandato in appalto) il livello del canale non sale più di tanto. Infatti, gli scarichi dei collettori in prossimità della piscina non vengono ostruiti.

Secondo noi, che viviamo gli allagamenti dall’inizio alla fine e conosciamo bene le zone dove abitiamo, non è preciso nessuno dei due pareri.

Sul primo, precisiamo che l’acqua del canale sale di livello (come dice lo studio dell’Università) arrivando a lambire l’argine, la cui quota, come risulta dalle carte comunali, è più bassa di quella della via Mara di oltre 50 cm.

Il secondo parere (su cui è basato il progetto di realizzazione degli interventi del primo lotto) contrasta con il primo perché si ritiene di poter utilizzare gli stessi collettori in quanto questi ultimi restano liberi di riversarsi nel canale che non sale di livello.

Si hanno due pareri fortemente contrastanti. Contrasti che sono molto pericolosi per la nostra incolumità.

Vista la divergenza tra le due ipotesi, chiediamo che sia considerata una terza ipotesi per noi più sicura e meno costosa; cioè un collegamento della via Mara e della via Italia direttamente al canale di Terramaini attraverso l’area dell’Isgas. Crediamo che questa soluzione ci metta al sicuro da qualsiasi innalzamento del pelo libero del canale sino a oltre 50 cm sopra l’argine dello stesso.

 

Per i lavori del secondo lotto, l'ingegnere competente aveva scritto che a fine febbraio 2009 probabilmente si sarebbe approvato il progetto.

A tre mesi di distanza per questo progetto, per cui ci sono i soldi, manca un ingegnere idraulico che metta mano all’impianto di sollevamento di via Berchet. Questo ci sorprende non poco! Il Comune di Cagliari non ha nel proprio organico un ingegnere idraulico? Sono stati cercati liberi professionisti con i requisisti necessari? Chi ha progettato la rete fognaria di Baracca Manna era un ingegnere idraulico? Oggi non potrebbe occuparsi anche dell’impianto di sollevamento di via Berchet? O è meglio di no?

 

Relativamente all’impianto di sollevamento di via Berchet che è la causa degli allagamenti di via Dolianova (l’assessore Giagoni la definisce criticità), anche per piogge di non eccessiva intensità, ci è sempre stato detto che le responsabilità sono di Abbanoa, perché sono sue le competenze sull’impianto di sollevamento fognario ed il Comune non può intervenire su impianti che non ha in gestione.

A questo punto non capiamo perché l’impianto di sollevamento debba essere sistemato a cura e spese del Comune se la gestione è affidata ad Abbanoa.

Il Comune ha mai scritto ad Abbanoa i problemi che crea il mal funzionamento (o sottodimensionamento) di quell’impianto di sollevamento?

Ha mai invitato la società a procedere alla sistemazione dell’impianto di sollevamento visti i continui allagamenti della via Dolianova?

Se quei lavori sono da fare che li faccia Abbanoa e anche subito vista l’urgenza e i danni che creano.

Nello stesso consiglio del giorno 13 c.m. l’assessore Giagoni si spinge a fare delle accuse agli abitanti di via Dolianova di essere colpevoli degli allagamenti perché ci sono le fognature delle acque bianche collegate su quella delle fogne nere.

Rispondiamo a queste accuse con una semplice considerazione. Oltre un anno fa l'ingegnere competente ci aveva spedito una lettera per avvisarci che “…l’Amministrazione comunale ha predisposto un programma straordinario di verifiche che inizierà dal novantesimo giorno a decorrere dalla data di questa lettera”.

Ancora oggi stiamo aspettando queste verifiche che di straordinario hanno soltanto i tempi di esecuzione. Se sono così importanti cosa aspetta l’Amministrazione a procedere?

Perché nel 2004/2005 quando è stato realizzato un nuovo collettore di acque bianche nelle vie limitrofe, non si è proceduto subito per eliminare il pericolo? Troppo facile scaricare le responsabilità solo sui cittadini.

 

Riteniamo inoltre che i soldi risparmiati, con i minori costi per i lavori già appaltati e con quelli che dovrebbero essere a carico di Abbanoa, possano essere impegnati per cercare di arginare l’acqua piovana che arriva a Pirri dagli altri quartieri.

 

Dal consigliere Antonello Lai è stato chiesto ai due assessori Giagoni e Lorrai di far verificare le quote della via Mara e dell’argine del canale. E’ bene che lo facciano con la massima urgenza.

 

Infine, al consigliere Porcelli rispondiamo che non capiamo la motivazione del suo intervento di elogio al Comune e alle sue squadre. Sembrava ci volesse dire che gli abitanti di Pirri sono irriconoscenti. Rispondiamo che siamo perfettamente d’accordo con lui però gli ricordiamo che quelle squadre fanno capo al servizio che si chiama PROTEZIONE CIVILE. Hanno semplicemente fatto il loro lavoro e per lo stesso saranno retribuiti. Abbiamo capito lo spirito del suo intervento apprendendo dai media che risulta tra i papabili ad un posto di assessore.

 

Alla luce di quanto esposto, al Signor Sindaco chiediamo di non indugiare ancora, perché, se è vero che il decoro di una città è importante soprattutto per il turista al quale la si offre in visione è senza dubbio prioritario che la città stessa sia vivibile e sicura strutturalmente prima di tutto per i suoi cittadini.

Lei deve garantire l’incolumità investendo sulla messa in sicurezza delle aree a rischio.

 

Alla procura che legge per conoscenza si chiede di inserire la presente nel fascicolo n° 4374/2008 mod. 45 e di accertare il conflitto tra lo studio dell’università con il progetto mandato in appalto e di verificare la fattibilità della terza soluzione prospettata.

 

Cagliari 25.05.2009

Il direttivo del Comitato per Pirri

DIARI
22 giugno 2009
Troppi dubbi dopo il 22 Ottobre 2008
  

Interrogativo del Comitato per Pirri


L’ennesima alluvione che ha colpito il centro abitato di Pirri, provocando altri danni, ha sollevato numerosi interrogativi fra gli abitanti, ed in particolare fra coloro che hanno vissuto in prima persona la tragedia.

Il primo inquietante interrogativo riguarda la visita del Santo Padre Benedetto XVI nel mese che precede l’alluvione del 22 Ottobre dello scorso anno. Per motivi di sicurezza, in gran parte della città i tombini, di Cagliari sono stati sigillati a dovere.

La domanda che il Comitato si pone è: quanti tombini sono stati sigillati e quanti sono stati risistemati nella loro condizione originaria?

Il secondo interrogativo riguarda il Piano d’Assetto idrogeologico, che dovrebbe prevedere per Pirri, degli adeguamenti, per quanto riguarda i vincoli in materia edilizia. Un dovere del Comune di Cagliari, inserire Pirri nel piano, vista la condizione di Rischio Idrogeologico che caratterizza il quartiere. Questa condizione avrebbe avvantaggiato la nostra amministrazione nella richiesta dei finanziamenti POR per la definitiva messa in sicurezza dell’area a rischio. Perché i nostri dirigenti, non hanno fatto in modo, conoscendo bene le problematiche dell’area in questione, di inserire Pirri nel PAI, al fine di ottenere i finanziamenti messi a disposizione con la programmazione POR 2000/2006 misura 1.3? il Comune di Cagliari non ha presentato alcuna proposta per accedere ai finanziamenti.

Il terzo Interrogativo riguarda i fondi FAS 2007/2013, altre risorse Statali, messe a disposizione dallo Stato per il mezzogiorno, menzionate dall’articolo 3 della LEGGE REGIONALE 28 OTTOBRE 2008. Perché Cagliari non rientra nel piano per individuare gli interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico da attuarsi attraverso le risorse FAS per gli anni 2007-2013, per la definitiva messa in sicurezza delle zone a maggior rischio d’inondazione?

Il quarto interrogativo mette in gioco la Legge Regionale 21 novembre 1985, n. 28 in particolare l’articolo 2 che riporta quanto segue: lo stato di calamità naturale deve essere dichiarato dal comune interessato con delibera della giunta comunale, assunta ai sensi dell’articolo 140 del testo unico approvato con regio decreto 4 febbraio 1915, n. 148.

Entro i sessanta giorni successivi l’adozione della delibera di cui all’art.2 il comune di Cagliari poteva presentare la domanda per essere ammessi ai contributi in particolare per:

1. il soccorso delle persone in grave difficoltà ;
2. la tutela delle reti stradali e di distribuzione dei servizi pubblici

Non è chiaro quanto è stato fatto per il secondo punto.

Le interrogazioni continueranno, ci sono mille dubbi e non esistono al momento risposte chiare e tal volta mancano.

Giuseppe Cocco


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arte
22 giugno 2009
La provocazione di Gianvittorio Vacca

Visto che qui non si vede nulla, bisogna arrangiarsi. E' l'ultima provocazione di Gianvittorio Vacca artista "alluvionato" residente in via Sinnai a Pirri.
"Alluvionati" è il titolo della sua mostra che proseguirà fino al 25 Luglio proprio a casa sua: CASA DELLA COMARE, in via sinnai traversa via Italia a Pirri.
Centinaia di dipinti in vendita ad 1/4 del loro valore.
Gianvittorio è amico del comitato ed insieme agli abitanti di Pirri racconta: dopo l'alluvione del 22 ottobre nessuno di noi ha visto gli indennizzi promessi. Molte famiglie vivono ancora in condizioni di degrado ed è costretta a svendere le proprie case come io sto svendendo quello che ho creato in trent'anni di lavoro e sacrificio.
La mostra resterà aperta dalle 10.00 fino alle 21.00.
Grazie Gianvittorio!  


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POLITICA
20 giugno 2009
Alluvione, la Regione stanzia 51 milioni

 

Unione Sarda del 8 maggio 2009

 
Via libera della Giunta ai fondi per i risarcimenti ai privati. Presentate 720 richieste
 

Ma Pirri insorge: «Si risolvano i problemi idrogeologici» 

La giunta regionale ha stanziato le risorse che serviranno a risarcire i danni provocati dalle alluvioni di ottobre e novembre: 51 milioni in tutto, con i quali saranno interamente coperte le spese. Le linee d’intervento e le priorità da affrontare sono state illustrate dal presidente della Regione Ugo Cappellacci durante l’ultima riunione dell’esecutivo.

LE RISORSE. Una parte dei fondi, pari a 19 milioni, andrà ai cagliaritani (soprattutto residenti a Pirri) e agli abitanti di tutti gli altri centri dell’isola (come Capoterra) che hanno subito danni a beni immobili, come le case. Gli indennizzi per i beni mobili, come le auto, ammontano invece a circa 14 milioni.
I restanti 17,5 milioni andranno invece a ripagare metà delle spese sostenute dai Comuni e dalle Province per affrontare le emergenze.
Le risorse per risarcire le attività produttive saranno invece erogate subito dopo l’approvazione della finanziaria 2009, assieme all’altra metà dei fondi per ripagare le amministrazioni locali. Lo stanziamento finale sarà quindi di circa 73 milioni.

INCERTEZZA SUI TEMPI. Sarà la Regione a liquidare le risorse ai Comuni, i quali le trasferiranno ai cittadini: è però troppo presto per ipotizzare i tempi entro i quali gli abitanti riceveranno i soldi. Il Comune ha già inviato agli uffici della Protezione Civile tutte le domande di risarcimento che riguardano i beni immobili (122) e quelli mobili (472): «Entro questa settimana saremo in grado di inviare anche le 126 pratiche relative alle attività commerciali», fa sapere a questo proposito l’assessore comunale alla Pianificazione dei Servizi Gianni Giagoni. Dopodiché la palla passa nelle mani della Regione.

I COMITATI.
Nel frattempo i due comitati che rappresentano le famiglie di Pirri in attesa dei risarcimenti fanno sentire la loro voce. All’indomani della polemica scoppiata in consiglio comunale sulla decisione di devolvere 30 mila euro alla ricostruzione dell’Abruzzo, il coordinatore del “Comitato per l’equilibrio idrogeologico di Pirri” Tonio Vincis afferma: «Siamo assolutamente favorevoli a quel gesto di solidarietà. Il Comune, però, si adoperi al più presto per reperire assieme alla Regione e alla Protezione civile i 15 milioni necessari a risolvere il problema idrogeologico di Cagliari».

CAUSA AL COMUNE.
Il “Comitato per Pirri”, costituito di recente, annuncia invece un’azione legale contro il Comune: «Daremo l’incarico a un legale per ottenere la realizzazione di una conduttura diretta tra via Italia e il canale di Terramaini e tra via Mara e lo stesso corso d’acqua», fa sapere il presidente Giuseppe Cocco: «Abbiamo stimato che questo intervento, in grado di mettere in sicurezza la zona, costa al massimo 300 mila euro, quindi è assolutamente fattibile, ma il Comune non interviene».

N
ICOLA PERROTTI

 


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POLITICA
20 giugno 2009
Comunicato stampa
 

 

ESPA (Consigliere regionale del PD) SU RIMBORSI AI CITTADINI PER ALLUVIONE “Troppi ritardi nei pagamenti. La gente non ce la fa più. Il Commissario straordinario per l'alluvione Cappellacci ordini di pagare i rimborsi. I SOLDI CI SONO DOPO I NOSTRI EMENDAMENTI ALLA FINANZIARIA E QUELLI DELLA STESSA GIUNTA “

(CAGLIARI 13 GIUGNO 2009) –

E' passato un mese dall'approvazione della Finanziaria regionale 2009 ma ancora i cittadini di Capoterra , di Monserrato , di Pirri e di tutte le localita colpite dall'alluvione non hanno ancora visto e non hanno notizie sui tempi di rimborso per i danni subiti per i beni mobili e immobili (case). La denuncia di Marco Espa, consigliere regionale del PD, è determinata: “Le persone si sono indebitate per portare avanti i lavori di ristrutturazione delle proprie case, per non abbandonare il territorio, per continuare a vivere in una prospettiva di speranza. Ma adesso in molti non ce la fanno più: ogni giorno ricevo decine di telefonate di cittadini aventi diritto che hanno bisogno dei rimborsi come l'aria per vivere. Si sono indebitati, esposti con le banche contando su un veloce percorso dei rimborsi. Altri invece non possono ancora iniziare i lavori per mancanza di risorse. E non ci sono ancora notizie sicure.

L'unica cosa sicura è che abbiamo lavorato duramente in Consiglio regionale e in maniera bipartisan per recuperare tutte le risorse necessarie, con un mio emendamento e con uno della Giunta, per poter concedere subito i rimborsi. Tutto è pronto, la giunta ha pure deliberato i criteri, ma ancora non si vedono i pagamenti e le famiglie sono con i debiti.

Chiedo ufficialmente, come ho già fatto in tutto questo periodo informalmente e costruttivamente, al Commissario straordinario per l'emergenza alluvione di dare il via ai pagamenti, subito, entro pochi giorni. Eventuali problemi burocratici non possono far aspettare i nostri cittadini. Il Commissario straordinario ha tutti i poteri straordinari per far correre la macchina amministrativa. Ricordo come il suo predecessore, Renato Soru, tenacemente in soli 10 giorni dall'approvazione dalla legge, nell'incredulità di tutti, fece arrivare i primi rimborsi ai cittadini. Sta ora al Presidente Cappellacci, con un atto di volontà, non farsi fermare da lacci e lacciuoli che può superare in un momento, dando ordini e mezzi alla struttura deputata. Le centinaia di cittadini non possono ancora aspettare, non ce la fanno più”

Marco Espa

Consigliere Regionale – Vicepresidente della 7° Commissione Sanità e Politiche Sociali -


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19 giugno 2009
BREVE CRONISTORIA DEGLI EVENTI ALLUVIONALI ACCADUTI NELLA SARDEGNA MERIDIONALE

1795 Grave inondazione a Pirri e nelle campagne circostanti;
1796 5 Ottobre Grave inondazione a Pirri e nelle campagne circostanti con 6 vittime tra la popolazione;
1796 27 Ottobre inondazione a Pirri e nelle campagne circostanti;
1797 Inondazione a Pirri senza gravi conseguenze;
1816 Grande carestia in seguito alle variazioni climatiche, causate dell’eruzione del vulcano Tambora in Indonesia;
1847 Alluvione nel Campidano meridionale con distruzione del ponte sulla strada Cagliari-Pula;
1856 28 Ottobre - Prime ore del mattino: alluvione di Pirri (alluvione di S. Simone) con una vittima, un uomo nativo di Donori che fu trascinato dalle acque con il suo cavallo fino allo stagno di Pauli;
1867 Inondazione dell’abitato di Pirri e delle sue campagne che causò una vittima nei pressi della Via Chiesa, un ragazzo di 14 anni di nome Efisio Vincis;
1868 Inondazione di Selargius con distruzione di gran parte della cittadina;
1869 Fenomeni estremi con inondazioni seguiti da siccità per tutto il Campidano di Cagliari;
1881 Alluvione a Quartucciu: il corso d’acqua chiamato s’Arriu che divide in due il paese esondò provocando notevoli danni;
1889 5 Ottobre - Una violenta tempesta alle sei del mattino colpisce tutta l’area di Cagliari in particolare i paesi di Pirri, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu. Dopo non più di 2 - 3 ore di intense precipitazioni i paesi furono pressoché distrutti, si contarono decine di morti, e migliaia di senzatetto. A Pirri vi fu una vittima, una donna: Defenza Lecca;
1892 La notte tra il 21 ed il 22 Ottobre una violenta perturbazione interesso’ tutto il Campidano di Cagliari, in particolare vennero colpiti i centri di: Assemini, Decimo, San Sperate e Elmas. I danni maggiori si ebbero a S. Sperate che fu letteralmente distrutta. Le vittime furono 200. Anche gli altri centri subirono molti danni materiali e perdite di vite umane ma fortunatamente non come a S. Sperate;
1893 La notte tra il 28-29 Novembre un furioso nubifragio tutta l’area del Cagliaritano. Pirri fu inondata e le acque toccarono il metro e mezzo. La strada per Cagliari fu interrotta e si contarono innumerevoli danni. Le cose andarono peggio per Monserrato, Selargius, Quartucciu, e Quartu S.E. sul versante orientale, mentre sul versante occidentale fu colpita Elmas dove si lamentarono 2 vittime tra i residenti, come a Selargius;
1898 Alluvione nel Campidano meridionale con distruzione del ponte della Scaffa;
1929 La notte tra il 7 – 8 Ottobre un forte nubifragio colpì il Sud-Sudovest della Sardegna. I maggiori danni vennero registrati a Uta; seguirono Siliqua, Villaspeciosa, Domusnovas, Iglesias, Decimoputzu, Villaperuccio, Vallermosa, Cagliari e Narcao. A Uta si registrarono i maggiori danni in termini umani, con il decesso di una madre e dei suoi due figlioletti;
1929 9-10 Novembre Vennero nuovamente interessate le campagne del Campidano di Decimomannu, gia’ provate dall’alluvione del mese di Ottobre: vi furono molti danni all’agricoltura;
1930 10-14 Febbraio Precipitazioni ininterrotte per circa 5 giorni, dalle ore 6 del giorno 10 febbraio, ed interessarono in modo particolare le zone del Campidano di Cagliari, con i comuni di Decimomannu, Uta, Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa colpiti da un violento temporale durato quasi 12 ore consecutive. Innumerevoli danni agli edifici ed alle campagne;
1939 Il pomeriggio del 31 Agosto un violento nubifragio provocò una devastante inondazione a Pirri. Il paese fu improvvisamente sommerso dalle acque che in alcune zone superarono i 2 metri. Si contarono 2 vittime , un bambino di 10 anni Piero Lai ed un operaio;
1946 Notte tra il 26-27 Ottobre – Piogge a forte intensità e vento interessarono soprattutto il Campidano di Cagliari, con i comuni di Elmas, Assemini, Sestu e Monastir. Interessata anche la zona dell’Algherese. Una depressione investi’ il giorno 26 Ottobre tutta la Sardegna provocando intensissime precipitazioni su tutto il suo territorio, specialmente sui versanti Orientale e Meridionale. Le piogge cadute su Cagliari raggiunsero intensita’ notevoli fino a due millimetri al minuto. Gli effetti piu’ disastrosi si ebbero nella zona di Sestu e Elmas, dove una enorme massa d’acqua dovuta alla piena violenta e del conseguente straripamento del rio Marreu, investi’ i centri abitati travolgendo le abitazioni e provocando una quarantina di vittime. Le costruzioni di “mattoni crudi” non riuscirono a frenare l’ondata che colpi’ maggiormente anziani e bambini.
Le piogge in questa zona cominciarono a cadere verso le 22 del 26 Ottobre; verso le 23,30 dello stesso giorno l’ondata di piena attraversò Sestu dirigendosi verso Elmas, per poi andare in direzione N-W - S-E e proseguire verso lo stagno di Santa Gilla, nel quale si trovarono nei giorni successivi buona parte dei cadaveri. A Sestu il livello delle acque raggiunse i due metri, ben poca cosa rispetto ai quattro metri registrati ad Elmas, dove in seguito alla prima ondata le acque si stabilizzarono su un’altezza di un metro circa;
1951 15-19 Ottobre. La pioggia cadde dal 15 sino al 19 ottobre, per poi proseguire nella zona del Sassarese dove le precipitazioni durarono per qualche giorno. Nel Cagliaritano i danni più ingenti furono a Flumini di Quartu e Capoterra, dove l’esondazione interessò oltre 1200 ettari di campagne;
1953 16 Marzo. Diversi temporali allarmarono le popolazioni della Sardegna tra cui Cuglieri, Decimomannu e l’Ogliastra, queste ultime ancora alle prese con i danni provocati dal maltempo del 1951;
1957 22 Gennaio. L’evento interesso’ l’Ogliastra, i paesi del Gennargentu, la zona di Serramanna e quella dei monti del Sulcis ed il Campidano di Cagliari. A Cagliari si registrano 108 mm di pioggia, danni ingenti si registrano nelle campagne di Serramanna;
1961 22 – 23 Novembre. L’evento interesso’ diversi comuni del Campidano di Cagliari tra i quali: Decimomannu, Decimoputzu, Assemini, Uta, Elmas, Sestu, Capoterra, Siliqua, Villasor, Villaspeciosa e la zona industriale di Macchiareddu. Le precipitazioni ebbero inizio nella giornate dal 22 e terminarono in pratica il giorno successivo;
1965 17 – 18 - 25 Ottobre. Dopo le piogge intense del 17-18 che colpirono le regioni settentrionali ed orientali dell’Isola i fenomeni si localizzazione nella giornata del 25 nel Campidano di Cagliari coinvolgendo oltre il Capoluogo anche i comuni di Uta, Assemini, Capoterra e Pula, in questi centri vi furono ingenti danni e molte furono le operazioni di salvataggio;
1985 28-29 OTTOBRE. Le precipitazioni iniziarono nella zona di Cagliari e Capoterra, nella notte tra Sabato 27 e Domenica 28 Ottobre, smisero durante la giornata del 28 per riprendere verso le 13 del giorno successivo con uguale intensità. Le piogge del giorno 29 interessarono invece la zona del Sarrabus;
1986 14-17 OTTOBRE. Zone interessate il Cagliaritano e Capoterra - le zone colpite dall’alluvione dell’anno precedente, con la differenza che esso fu molto piu’ violento, con precipitazioni assai elevate, accompagnate da isolate trombe d’aria.
La piena del rio Santa Lucia fu la responsabile dell’inondazione della piana di Capoterra-Poggio dei Pini-saline Contivecchi-Maddalena spiaggia. Determinante anche l’apporto di una certa quantita’ d’acqua del rio Cixerri, il quale pero’ riusci’ a trovare immediatamente sbocco a mare, attraverso lo stagno di Santa Gilla;
1988 1 OTTOBRE. Localizzazione: l’evento interesso’ le zone di Teulada, Domus De Maria e Pula.
data: Le fortissime precipitazioni localizzate in precisi versanti montuosi, iniziarono nelle primissime ore del giorno 1 Ottobre. Nel volgere di poche ore sull’impervio canalone che costituisce il letto del rio Pula, si riverso’ una vera e propria valanga d’acqua, proveniente dalle quote piu’ elevate di Punta Sebera e Punta Calamixi. In queste cime per tutta la notte violenti temporali avevano ingrossato i torrenti, provocando inoltre numerosi fenomeni franosi, che avevano immediatamente avuto ripercussioni sul naturale;
1990 9 OTTOBRE. Un’ondata di maltempo ha colpito la provincia di Cagliari, in particolare le zone attorno al capoluogo, Capoterra, Uta, Assemini, San Sperate, Sestu, Dolianova, Carbonia, San Giovanni Suergiu, Tratalias. A Capoterra i danni all’agricoltura furono notevoli, in particolare vennero compromessi i raccolti di colture pregiate, ma il danno maggiore fu la distruzione pressoche’ completa di decine di serre;
1999 11-12-13 NOVEMBRE - Un’ondata di maltempo ha colpito la provincia di Cagliari, in particolare le zone attorno al capoluogo, Capoterra, Uta, Assemini, il Sarrabus
La violenta perturbazione provoca un’alluvione che colpisce in particolare Capoterra , Assemini, Uta, i danni furono ingenti , ci furono 2 vittime, in 8 ore caddero 376 mm di pioggia in 8 ore;
2002 9 Ottobre. Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed interland a Pirri l’onda di piena provoca innumerevoli danni e pone a serio rischio la vita dei cittadini.- in venti minuti cadono 28 mm di pioggia;
2002 11 Novembre. Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed interland: a Pirri - allagamenti;
2004 6 Dicembre. Piogge intense colpiscono tutta la Sardegna ma a Villagrande Strisaili (Ogliastra) caddero in poche ore oltre 500 mm di pioggia;
2005 13 Novembre. Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed interland. Pirri viene inondata, le acque superano il metro d’altezza;
2006 25 Settembre. Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed hinterland durante la notte ed il primo mattino (24-25 Settembre) – Pirri viene colpita, le acque invadono il centro abitato e finiscono con inondare l’area adiacente al canale di Mammarranca, compreso il tratto ferroviario;
2006 13 Novembre ore 12.00. Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed interland causando innumerevoli allagamenti - Per la prima volta la protezione civile interviene preventivamente in alcune aree a rischio;
2008 mattina del 22 ottobre. Nubifragio nel settore di Capoterra e dell’hinterland cagliaritano. Gravi allagamenti a Capoterra (Poggio dei Pini, Su Loi), Pirri e Monserrato. Allagamenti anche nelle campagne di Sestu ed Elmas. Vittime a Capoterra e Sestu.

17 giugno 2009
Video e foto dell'alluvione di PIrri dello scorso 22 Ottobre 2008
17 giugno 2009
Nasce il Blog del Comitato per Pirri

Il Blog nasce come esigenza di informare, condividere e proporre azioni per la salvaguardia e la messa in sicurezza di Pirri dopo la disastrosa alluvione dello scorso 22 Ottobre 2008.

A breve tutte le info sul Comitato, i video, le foto e i documenti.

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